Tartarughe veneziane

La turtle-week del WWF è arrivata al culmine e si prepara al gran finale. Anche al Lido di Venezia dove qualche giorno fa, all’Oasi degli Alberoni, i volontari hanno rimesso in libertà alcune tartarughe Caretta.

tartarugaCaretta.jpg
L’obiettivo della settimana e di questi ultimi appuntamenti è quello di svelare tutti i segreti delle tartarughe marine, simbolo di un Mediterraneo “di qualità” in cui umanità e natura possono vivere in armonia, e spiegare come, con la collaborazione di tutto il popolo del mare, si può preservare uno dei tesori più preziosi del mare nostrum.

logo_wwf.jpgOgni anno in Mediterraneo più di 130.000 tartarughe vengono catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca (20.000 solo in Italia) e migliaia di altre subiscono danni a causa dell’attività umana: impatti con le imbarcazioni, ingestione di sacchetti di plastica, urbanizzazione delle coste e attività turistiche incontrollate.

Per tutto il fine settimana esperti e volontari del WWF coinvolgeranno il pubblico nel monitoraggio delle spiagge, nella liberazione di tartarughe curate nei Centri di Recupero, visiteranno gli stabilimenti balneari per sensibilizzare i bagnanti, animeranno mostre e laboratori, e spiegheranno ai pescatori come aiutare le tartarughe accidentalmente catturate dagli attrezzi di pesca, distribuendo speciali t-shirts a vignette che illustrano le operazioni da compiere.

In Veneto il WWF incontra il pubblico in Gran Viale del Lido, sabato 18 giugno, con un banchetto che resterà aperto per tutta la giornata.

Un recente studio coordinato dal WWF Italia ha dimostrato che le attività umane, e in particolare la pesca accidentale, rappresentano la principale causa di morte delle tartarughe, con un aumento di almeno 2-3 volte rispetto alla mortalità per cause naturali. In tutto il Mediterraneo si stima che ogni anno più di 130.000 tartarughe vengano catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca, di cui oltre 40.000 non sopravvivono.

pescatori1.jpg
In Italia la pesca accidentale colpisce più di 20.000 esemplari all’anno.
 
A queste vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse, che vengono colpite dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle luci artificiali di coste sempre più urbanizzate, i nidi distrutti dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia delle spiagge e da un’attività turistica incontrollata.

pescatori2.jpg

Eppure la tartaruga marina, rettile antichissimo che nuota sul nostro pianeta da 150 milioni di anni, è tra i tesori più preziosi del nostro mare. 

Delle 7 specie di tartarughe marine che vivono nei mari di tutto il mondo, la Caretta caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) frequentano anche il Mediterraneo, che ogni anno ospita circa 7.200 nidi. Sulle spiagge italiane si contano circa 30-40 nidi di Caretta caretta ogni anno, concentrati in Calabria e Sicilia.

Tag: ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...