Bocconi avvelenati: storia di Penny

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“Questa vuole essere la denuncia contro un criminale ignoto che ha strappato alla vita una amatissima cagnolona, Penny (Penelope), una golden retriever di 6 anni, che viveva felicemente con Argo (8) e le sue tre cucciole (2 anni) con una famiglia composta da padre, madre e due ragazzi di 16 e 20 anni”.

Inizia così la lettera che Grazia Buia ha inviato alla Gazzetta di Parma.

pallina1.gifLo so, siamo fuori Veneto. Ma il problema dei bocconi avvelenati e della morte di tanti cani, è una piaga che attanaglia purtroppo anche il Veneto.

Polpette avvelenate, lardo farcito con strichinina, perfino palline da tennis imbottite di veleno (come questa qui accanto).

Contro questa piaga, che purtroppo interessa anche molti gatti e animali selvatici, si batte da tempo un Comitato, nel Veronese. Anche con una petizione e una proposta di legge regionale.

Ecco la storia di Penny.

Abituata a correre spensierata a Campomoro, sopra Oriano, dove la famiglia di umani ama trascorrere il tempo libero, fino a giovedì 17 marzo. Infatti un criminale ha lasciato un boccone con glicole etilenico, il classico antigelo, e purtroppo nessuno se ne è accorto.

Stranamente non ha avuto neanche sintomi neurologici (tipo ebrezza) che avrebbero messo in allerta, (entro le dodici ore infatti c’è la possibilità di salvare il cane inducendo il vomito con acqua molto salata se il cane viene colto in flagrante o somministrando etanolo o furosemide (in extremis vodka), se si vedono sintomi tipo ebrezza), ma come tutti gli altri componenti della sua famiglia, stanca per le corse del giorno precedente, ha dormito per gran parte del venerdì.

Quando però ha cominciato a mangiare ha anche iniziato a vomitare. Sabato, mentre gli altri cani riprendevano il ritmo, Lei era stanca, accettava golosamente bocconi di cui andava ghiotta per poi rimetterli dopo pochi minuti. Domenica mattina è stata portata a Veterinaria dove per prima cosa hanno pensato a reidratarla. 

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Risultava anurica e l’insufficienza renale evidente. Vano ogni tentativo di riattivare la funzionalità renale. Lunedì mattina vista la situazione ci è stata prospettata come possibile speranza di salvezza la dialisi, così viene subito caricata in macchina e portata a Moncalieri dove inizia la dialisi a giorni alterni.

Tutti i giorni negli orari di visita viene coccolata dalla sua famiglia di umani, a volte si compie il viaggio Parma- Torino per una sola ora di coccole, ma non si salta un giorno di visita, si fa molta fatica a lasciarla, ma si pensa che lo si fa perchè c?è speranza di portarla a casa, guarita. 

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Tutti i giorni quando rientravo a casa i cani mi fiutavano e mi leccavano le mani, cercando tracce di Penny. Giorno dopo giorno, a parte un iniziale miglioramento, Penny è sempre più debole, fino a quando il 31 chiedo a mio marito di accompagnarmi a Moncalieri.

Non sono i Km, che ho percorso tutti i giorni con la speranza di ritrovarla migliorata o la stanchezza, quanto la preoccupazione di un accanimento terapeutico che non porterà a casa Penny.

E infatti la premonizione purtroppo si avvera: la biopsia rivela che I tubuli renali di Penny sono saturi di ossalato di calcio, effetto dell’avvelenamento da glicole etilenico, le probabilità di salvarla sono scarsissime. La portiamo a casa e quando capisce che la stiamo mettendo in macchina sembra contenta.

STOP_bocconi_avvelenati_207257320-300x298.jpgA casa I ragazzi preparano il brodo di gallina sperando di farle assumere qualcosa di nutriente atto a darle forza. La famiglia canina l’accoglie con giubilo, mentre noi abbiamo una tristezza indicibile dentro. Dorme con noi nel lettone e per tutta notte la coccoliamo.

Sappiamo che sarà l’ultima notte. Il mattino carichiamo tutti I cani in macchina per andare dal veterinario e Penny sembra ancora una volta contenta, pensa di tornare in campagna, (ci siamo messi I vestiti che usiamo in campagna per le camminate) anche se fatica a camminare, ma siamo tutti insieme.

Anche I ragazzi sono voluti venire all’ultimo saluto, non vogliono che si possa sentire sola in questo ultimo passaggio, vogliono farle sentire la loro presenza, il loro grande affetto.

La sofferenza è tanta, insopportabile. Lo sguardo di Penny è lucido, attento, tremendamente buono, ma il suo fisico non ce la fa più, I suoi reni sono ormai in necrosi.

Per fortuna il nostro veterinario è la persona più giusta per questo passo, I nostri cani hanno sempre dimostrato grande feeling nei suoi confronti, Penny l’ha sempre amato e noi sappiamo di affidarci alla persona giusta.

Si addormenta con tutti noi attorno. Finalmente è in pace. Sono certa che ci rivedremo. Ma è un’estrema ingiustizia causata da un criminale, che non ha niente a che vedere con un uomo e tantomeno con un animale. E’ solo un bieco criminale. Insisto su questo termine: criminale, il più consono. Spero che la giustizia possa fare il suo corso e che questo criminale abbia la giusta punizione.

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