Mucche in cammino

«Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta trainata da un generoso cavallo per la piana di Marcésina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero, come sarebbe triste il mondo…». 

Marcesina.JPGNon so se gli stravaganti innamorati di Mario Rigoni Stern esistano ancora. Se quassù qualcuno abbia ancora voglia di sfidare il vento gelato e il freddo perfino d’estate. Sono le dieci di mattina e 12 gradi al sole. Siamo nella Finlandia d’Italia. Nel luogo più freddo, si dice, dell’intero stivale.

Ogni estate arrivano sulla piana quasi un migliaio di mucche. Vengono all’alpeggio perché il latte e il formaggio di queste parti chiedono il meglio per poter esistere.

mucca_marcesina.JPGDuecento metri di sterrato ti conducono a Malga Marcesina. Bella e vera. Forte e decisa. Come chi la abita. La famiglia Pagiusco è di Bressanvido, vicentino. Portano le vacche qui da sempre. Arrivano a Marcésina i primi giorni di giugno e la lasciano a fine settembre.

Le loro vacche, più quelle dei malgari vicini, sono le protagoniste della più imponente transumanza nel nord d’Italia che quest’anno parte venerdì 23 settembre dalla piana e arriva a Bressanvido domenica 25. E qui si fa festa fino al 4 attobre.

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Tre giorni e 80 chilometri di cammino per 450-500 vacche, una trentina di uomini a cavallo, una settantina a piedi, qualche pecora infiltrata, un trattore con la botte dell’acqua, un camioncino per caricare le vacche che non ce la fanno, un altro con i vivere per tutti.

E due cani: Nano di 12 anni e Furba di 9, pastori sardi e indiscussi padroni della mandria.

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Si scende lungo le vie principali. Si dorme sui campi. Si costruiscono recinti e si smontano recinti. Si allestiscono enormi abbeveratoi e imponenti mangiatoie.

Si parte venerdì alle 9.30 alla volta di Asiago.
Al Turcio ci si ferma di nuovo. E’ ora di rimontare il recinto per la notte. Di dispensare acqua e fieno. A turno i mandriani montano la guardia. Sabato alle 8 si riparte. Verso le 10, se tutto fila liscio, si è già a Casa Girardi dei fratelli Sambugaro, transumanti storici di queste parti. 

Qui sotto alla Malga dei Pagiusco
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E’ l’ultima tappa e l’ultima pausa fino a Marostica. Bisogna bere e mangiare perché non ci sarà più spazio per fermarsi. Alle porte della città murata si sta sui campi della Rosina, abbastanza ampi da accogliere tutti i transumanti e la loro carovana vivente.
A sera, alla luce delle torce si raggiunge Campo Marzio per la notte. Alle sette della mattina della domenica si riparte. Si attraversano Nove, Santa Romana, Scaldaferro e Poianella. Qui ci si ferma. 
Qui sotto Nano
nano1.jpg
L’entrata a Bressanvido è alle 16. Non un minuto prima, non un minuto dopo. Guidano la transumanza le vacche più anziane, addobbate di ghirlande. Seguono i mandriani a cavallo.

E tutte le altre mucche. Forse più desiderose di pace che di festa.

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