Margherita e la medicina alternativa

Domani sarà un anno che Margherita non c’è più. Sento la sua mancanza ogni giorno. Troppo complesso è stato il legame, troppo intenso il percorso, anche medico, che insieme abbiamo fatto.

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 Margherita era la mia cavalla, una purosangue irlandese grigia. Aveva 12 anni quando le fu diagnosticato un tumore nella zona della parotide. Impossibile da operare, altrettanto impossibile da curare con la chemioterapia.

Non me la sentivo proprio di metterla a dormire (così dicono gli inglesi: lo preferisco al nostro abbattere, sopprimere)

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Dovevo fare qualcosa. Così, aiutata da un paio di veterinari – Andrea Bertoli di Treviso e Stefano Cattinelli di Trieste –  ho cominciato il viaggio nella medicina alternativa.

Per quattro anni, tanto è vissuta Margherita nonostante la grave malattia, ogni giorno le ho dato 10 gocce di Lycopodium per depurare e attivare le difese immunitarie e 4 compresse di Reckweg R1 contro i dolori. Le gocce le mettevo dentro una mela. Le pastiglie le aggiungevo all’avena. 

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Poi bisognava tenerla tranquilla. Con la malattia era diventata ossessiva nei miei confronti. E’ stata la volta dei Fiori di Bach: una miscela di Cicoria, Erica, Olmo e Scleranto. Cicoria per attenuare la possessività nei miei confronti. Erica per riuscire ad entrare in contatto con chi ci circonda. Olmo per ritrovare forza ed energie psicologiche. Scleranto per recuperare equilibrio.

E’ stata la prima volta che ho sperimentato la floriterapia del dottor Edward Bach. Quattro gocce per 3, 4 volte al giorno: un macello organizzativo, ma con aiuto delle amiche ce l’ho fatta.

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L’ultima spiaggia sono state le cellule staminali con un terzo veterinario, il romano Marco Pollettini. La sua cura funziona bene sui tumori dei cani, ma era la prima volta che veniva provata su un cavallo.

Margherita è entrata in un programma sperimentale avviato da Pollettini con l’università di Roma. Sono state fatte cinque inoculazioni, la prima eterologa (da staminali di un cavallo sano, giovane e forte), le altre quattro con le sue stesse staminali. La cura è durata alcuni mesi. Le ha permesso di vivere bene un altro anno.

Poi il tumore ha preso il cervello e non c’è stato più nulla da fare. Era il 1 ottobre 2010.

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