Ca’ Roman, cento di questi anni

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Ne ha fatta di strada l’oasi di Ca’ Roman a Pellestrina. Sono passati cento anni da quando la diga foranea innescò il rapido e continuo deposito di sabbia che trasformò quella che era solo una piccola isola davanti al mare, all’estremo sud della laguna.

Con Ca’ Roman è cambiata in questi cento anni così come Pellestrina. Entrambe fino agli anni Ottanta mete di scampagnate e biciclettate di veneziani e lidensi. Poi è diventata luogo di turismo, spesso troppo invadente rispetto al delicato ecosistema dell’area.

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Oggi l’oasi gestita dalla Lipu potrebbe essere di fronte a una nuova trasformazione, a un necessario progetto di riqualificazione.

E’ guardando a questo futuro prossimo che Pellestrina prima (dal 22 ottobre) e Sala San Leonardo a Cannaregio dopo (dal 5 novembre) ospitano una mostra che racconta passato, presente e futuro di un angolo di mondo straordinario.

Nonostante le ridotte dimensioni, Ca’ Roman possiede una grande ricchezza faunistica:si trova, infatti, su una delle più importanti rotte migratorie d’Italia e moltissime specie d’uccelli (180 censite complessivamente sino al 2007) la utilizzano in autunno e primavera per riposarsi e nutrirsi prima di riprendere il viaggio.

Vanto e principale motivo di istituzione dell’Oasi sono state le grandi colonie nidificanti di fratino, 60/70 coppie e fraticello, 250/300 coppie scoperte dai soci LIPU agli inizi degli anni ’80.

Nel corso del tempo la presenza di queste due specie è andata progressivamente rarefacendosi sino alla quasi completa sparizione (nell’estate del 2000 è stata censita una sola coppia di fratini) a causa del disturbo antropico e della elevata predazione effettuata principalmente da gabbiani reali, gatti e gazze. 

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Oggi, grazie alle misure di protezione messe in atto dalla LIPU, le popolazioni di fratino e fraticello stanno registrando una lenta, ma costante crescita.

Tra le specie locali ci sono il variopinto martin pescatore,  il gabbiano comune,  il gabbiano reale e il candido gabbiano corallino. Tra gli ospiti estivi spiccano il crepuscolare succiacapre, l’elusivo assiolo e il coloratissimo gruccione.

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Nel periodo invernale si fanno vedere lo sparviero,  il falco pellegrino e il falco di palude, ma anche lo svasso piccolo, lo svasso maggiore e lo smergo minore. 

Info: 340.6192175

Le foto di questo post sono di Stefano Castelli.

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