Pet Therapy in Veneto: incontro a Verona

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L’asino ha fatto tanto per l’umanità. Ha portato acqua, ha lavorato nei mulini facendo girare la mola, ha trasportato le pietre per costruire i grandi palazzi, le case, le fabbriche. Nessun altro animale ha faticato tanto.

Sarà forse per riconoscenza che l’asino è oggi uno dei protagonisti della pet therapy. Ma anche perché è “docile, intelligente, paziente, coraggioso, empatico e affettivo. Perché aiuta a recuperare una comunicazione sincera, semplice e profonda basata sulla spontaneità e sul gioco. Ci spinge a riprendere fiducia in noi stessi”.

Lorena Lelli spalanca gli occhi e parla come un fiume in piena. Ha scoperto l’asino quasi per caso. Un regalo del padre arrivato al momento giusto. Siamo nella Bassa Padovana, a Polverara, fra Piove di Sacco e Legnaro. 

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E’ una sorpresa quando, appena fuori del paese, si gira per una stradina bianca e ci si trova davanti a un casale di campagna, un pioppeto e una ventina di pelosi a quattro zampe. E’ la Città degli asini. Qui si pratica l’onoterapia, ovvero terapie mediche e psicologiche legate agli asini.

Non è un caso: il Veneto è da sempre sensibile alle terapie assistite con gli animali. La Regione si è attivata già nel 2005 e dal 2009 è stata scelta dal Ministero per la Salute come base per il Centro di referenza nazionale che si divide l’impegno fra l’Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie e l’Ulss 4 Alto Vicentino.

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La pet therapy in Veneto lavora anche con cavalli, coniglietti, cani, cavie, caprette, perfino maialini.

Sono molte, almeno una per provincia, le Aziende sanitarie coinvolte in quella che ormai non è più una sperimentazione, ma una vera e propria rete di esperienze sul campo che il 4 novembre, in occasione di Fiera Cavalli a Verona, presenterà le linee guida di una futura legge nazionale – fortemente voluta alla sottosegretaria veronese Francesca Martini, – che fornirà le regole per servizi pubblici e attività private in questo delicato settore socio-sanitario.

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In alcuni casi l’esperienza è decennale e fa parte anche delle attività di ospedali e case di riposo. Succede al Centro Zerbato di Tregnago, nel veronese, dove gli anziani sperimentano da un paio d’anni la felicità di accarezzare i cani in un progetto che tirerà le somme nel marzo 2012.

Succede al reparto di Pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove dal 1989 gli animali entrano in corsia e passano pomeriggi interi con i bambini. 

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E’ realtà al Policlinico padovano, nel reparto di Oncologia pediatrica e presto anche all’Istituto oncologico veneto che ha in programma un progetto sperimentale in collaborazione con il Centro di referenza nazionale di Montecchio Precalcino.

Per ora in ospedale entrano solo piccoli animali ma Lino Cavedon, responsabile del Centro vicentino, spera che prima o poi nei reparti arrivino anche i pony. Succede già a Roma, dove li puoi incontrare perfino in ascensore. E pure al milanese Niguarda che in casa ha ben sei cavalli per l’ippoterapia. 

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“In effetti abbiamo un bel progetto nazionale in corso con la Fise, la Federazione nazionale sport equestri”, spiega Cavedon, “che potrebbe arrivare anche in Veneto con un impegno focalizzato anche sugli ammalati di sclerosi multipla.

Al momento lavoriamo molto con i piccoli animali, in particolare i cani. L’Ulss 20 di Verona ha in corso un progetto sperimentale con bambini autistici e un altro in arrivo per cercare di recuperare piccole vittime di molestie sessuali. Qui in Veneto è un fiorire continuo di idee e progetti sulla pet therapy. 

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Stiamo per partire con l’aiuto a disabili adulti nei Centri diurni, con gli anziani delle Case di riposo, con i ragazzini difficili delle scuole per favorire una maggiore integrazione in classe.

Se mi chiede se credo davvero nella pet therapy, le rispondo che dopo 25 anni trascorsi a fare lo psicologo con una formazione classica , a un certo punto ho intuito il ruolo che il cane può avere come figura di mediazione per ricucire gli strappi e le ferite dell’anima. Siamo nati quasi spontaneamente come gruppo interdisciplinare.

Abbiamo lavorato e documentato dodici casi complessi proprio per capire fino in fondo se effettivamente il contatto con l’animale può aiutare. Beh, dopo tutti questi anni di impegno quotidiano, le dico che sì, noi crediamo molto in questo approccio. Anche nel rispetto e nella valorizzazione dell’animale che ci sta aiutando”.

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La Pet Therapy in Veneto, come e dove

VICENZA

Azienda Sanitaria Ulss 4
Centro di Referenza Nazionale “Interventi assistiti dagli animali?
Villa Bonin-Longare di Montecchio Precalcino
tel. 0445 868130 – centropettherapy@ulss4.veneto.it

PADOVA
Azienda Sanitaria Ulss 16
Via Frà Paolo Sarpi, 76
Cell. 333.7170760 – pet.therapy@sanita.padova.it

VERONA
Azienda Sanitaria Ulss 20
Centro per attività di Pet therapy
Piazza Lambranzi, 1, Marzana
tel. 045 807 5209 – canidavitamarzana@ulss20.verona.it

VENEZIA
Azienda Sanitaria Ulss11
Referente: Carmine Guadagno
tel. 041 2608350 /51 – carmine.guadagno@ulss12.ve.it

ROVIGO
Azienda Sanitaria Ulss19
Adria – tel.0426 940111

TREVISO
Azienda Sanitaria Ulss 9
referente Guido Darsiè
tel. 0422.480268 – gdarsie@ulss.tv.it

BELLUNO
Azienda Sanitaria Ulss 1
Via Feltre 57
Referente:Lucia Umattino
lucia.umattino@ulss.belluno.it – Tel.0437/943110

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