Hickstead: “Basta con queste corse all’inferno”

Al momento non è stata ancora resa nota la causa della morte di Hickstead, lo stallone olandese caduto sul campo ieri a Verona. Alcune voci continuano comunque a parlare di aneurisma. Sarà  l’esame necroscopico a dare una risposta definitiva.

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La Lav nazionale ha ufficialmente inoltrato una richiesta di accertamenti agli enti competenti. Nadia Zurlo, responsabile nazionale LAV Settore Equidi,è molto dura con quanto successo a Verona. 

“La nostra posizione in merito a qualsiasi competizione equestre è di  assoluta contrarietà, in quanto ai cavalli sono richieste altissime  prestazioni fisiche, che incidono negativamente sulla loro salute e sul  loro benessere.

lav.jpgDietro ai mantelli lucidi di questi cavalli, a nastri e criniere  intrecciate, c’è una vita al servizio dell’uomo, l’agonismo imposto e  l’esposizione  a molti rischi. Tutto questo fa di loro semplici macchine da corsa o da performance atletiche, ammirati e  osannati finché sono campioni, ma quando si spengono i riflettori e  giunge la cosiddetta fine carriera, spesso li attende un triste futuro”.

Non è un caso che tanto la LAV quanto altre associazioni a tutela degli equidi,come Horse Angels, si trovino quotidianamente ad affrontare l’emergenza della ricollocazione di cavalli che hanno un trascorso agonistico, o che sono stati scartati dalle piste, o ancora ritirati dalle competizioni per  traumi incompatibili con l’attività sportiva.

A quel punto nessuno li vuole più. Sono solo un peso. Prima di tutto economico.

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“E’ molto triste, aggiunge Nadia, pensare che la vita di un cavallo abbia valore solo quando può offrire qualcosa, in termini di lavoro e di guadagno, agli esseri  umani.  La morte di Hickstead dovrebbe indurci a riflettere sul nostro comportamento nei confronti di questi meravigliosi animali”.

Ne sono convinta. Forse il sacrificio di Hickstead, davanti al mondo, non sarà vano.

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6 Risposte to “Hickstead: “Basta con queste corse all’inferno””

  1. kaira. Says:

    che si debba avere il massimo rispetto per gli animali e che si debba rispettarli e accudirli anche a fine carriera, è fuori discussione; che sia doveroso sapere la causa della morte di hickstead, anche.
    da questo a
    “La nostra posizione in merito a qualsiasi competizione equestre è di assoluta contrarietà”, (per non parlare del titolo stesso di questo articolo)….
    forse i signori della LAV farebbero meglio ad occuparsi di certi “maneggi” dove competizioni non ne fanno, i loro cavalli fanno solo “passeggiate” , dove arrivi, dici che non sei mai salito su un cavallo , ti rispondono va bene, ti mettono su , ti dicono tira di qua , tira di là e tira tutte e due se vuoi fermarti e ti mandano fuori con 20 altri che galoppano sull’asfalto in mezzo alle auto, scartano ,si impennano… cavalli con la bocca spaccata, il garrese sanguinante , le gambe distrutte… che vada a mettere un freno a queste cose , la LAV e che si faccia un giro nei centri dei veri professionisti del salto ostacoli, prima di dire certe cose.
    in questo caso poi… capirei se si fosse fatto male e invece di essere curato, ingessato e quant’altro fosse stato abbattuto, come purtroppo accade … ma una morte improvvisa succede molto spesso, anche agli umani.
    è penoso come si cerchi sempre di strumentalizzare tutto.

  2. Lettore_2128715 Says:

    Interessante articolo. Fortunatamente pero’ vorrei ricordare ai lettori che nel salto ostacoli il problema della ricollocazione dei cavalli a fine carriera non e’ cosi’ drammatico come molti pensano. Molti di questi campioni arrivano a fine carriera verso i 19 anni e trascorrono gli ultimi anni in pensione morendo poi di morte naturale e vecchiaia. La maggior parte, soprattutto a livelli piu’ bassi, vengono utilizzati per attivita’ quali scuole di equitazione e ippoterapia. Ci tengo a sottolinearlo perche’ il mondo “sporco” non e’ quello dell’equitazione bensi’ quello dell’ippica dove a 8 anni un cavallo e’ vecchio e ha gia’ il fisico rovinato da sostanze chimiche. Quello non e’ Sport e’ cattiveria e egoismo umano. Il salto ostacoli, il cross, l’endurance, il polo etc… sono discipline dove e’ curato tanto il benessere del cavaliere quando quello del cavallo che non e’ una “macchina” bensi’ un compagno di squadra e un amico.

  3. Lettore_2129079 Says:

    Forse i signori della LAV dovrebbero conoscere di più i cavalli e chi ama i cavalli per capire. Ma forse non capirebbero lo stesso.
    Forse non capite che per mantenere un cavallo anziano al prato si può rinunciare alle pizze, ai vestiti e anche alle vacanze (e lo si fa).
    Forse non avete mai visto un ragazzino di 12 anni che rinuncia a una gara per cui si prepara da un anno perchè il suo cavallo non è del tutto a posto.
    forse non sapete che Hickstead era un cavallo che non saltava nemmeno in campo prova per non fargli fare sforzi inutili.
    Forse non sapete che, senza di noi, quei cavalli non esisterebbero nemmeno: pensate voi a mantenerveli in giardino, a spalare e pulire il box e a dargli da mangiare? Oppure li lasciamo liberi per Milano?
    Certo forse, visto che non servono più per lavoro e non c’è spazio per loro in natura potremmo farne a meno.
    Ma per noi non è un’idea accettabile. Perciò facciamo del nostro meglio per farli vivere bene insieme a noi

  4. Lettore_2129215 Says:

    Non sono d’accordo. Innanzi tutto non stiamo parlando del palio di Siena o di corse clandestine, ma di una competizione a livello internazionale organizzata dalla FEI, che si presuppone esegua controlli molto severi sui cavalli prima di ammetterne la partecipazione. In secondo luogo i recenti risultati dell’autopsia danno come causa della morte la rottura della parte inferiore dell’aorta, e i periti escludono l’ipotesi del doping.
    Hickstead è morto per cause naturali facendo ciò che amava fare. Sì, la maggior parte dei cavalli ama saltare, e non lo dico per sentito dire ma perchè lo vedo tutte le volte che monto la mia cavalla. Addirittura molti cavalli una volta ritirati dalle competizioni soffrono di depressione per non poter più essere degli atleti. Un cavallo instaura un legame di reciproca fiducia e collaborazione con il suo cavaliere, e vi assicuro che è molto difficile obbligare un cavallo a fare ciò che non vuole.
    Una volta ritirati dalle competizioni, non vengono abbandonati come mi pare che qui si voglia far credere, ma nel peggiore dei casi vivono il resto della loro vita da riproduttori, il che non mi sembra così tragico. Non ho mai sentito di un cavallo uscito da questo tipo di competizioni finito al macello. Perciò prima di sputare sentenze su di uno sport che magari neanche si conosce bene, è giusto informarsi.

  5. Lettore_2129079 Says:

    notevole la solerzia con cui pubblicate i commenti

  6. Emmakora13 Says:

    Mi scuso con tutti gli autori di questi commenti. L’area dei commenti non dipendeva da me e purtroppo li vedo solo oggi e solo oggi li pubblico. Quanto al povero Hickstead, la discussione che si è aperta è enorme. Il futuro dei cavalli, al di fuori dell’uso che ne facciamo, è davvero incerto. Lo so. Ne sono consapevole. Così come so di maneggi che fanno “solo” passeggiate e tengono malissimo i loro cavalli. Come so del mercato dei trottatori. Ma anche di tutti quei proprietari che fanno il massimo per i loro amici. La questione è molto complessa e ognuno si muove secondo la propria etica. Personalmente ho rincorso per anni il sogno di portarmi a casa le cavalle. Da quasi due anni il sogno è realtà e loro possono vivere all’aperto, senza ferri, con fieno a volontà, montate pochissimo. La loro compagnia mi riempie e mi basta.

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