La cascina dell’orrore

Erano in 145 nella cascina degli orrori. Mucche,  capre, pecore,maiali, polli, tacchini.

C’erano anche  7 cani, imprigionati in questa azienda agricola di Signa, in provincia di Firenze, balzata agli onori della cronaca dopo  un servizio di Striscia la Notizia, quindi sottoposta a sequestro preventivo su provvedimento del GIP del Tribunale di Firenze in seguito alla denuncia della Lav.

Da oggi quelle152 creature sono libere. Sono cominciate questa mattina le operazioni di trasferimento seguite dalla Lav che è stata nominata custode giudiziaria.

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

 

“Comincia ora per tutti gli animali di Signa una nuova vita garantendo loro un’esistenza libera e dignitosa non come animali da alimentazione ma come animali membri di una famiglia con una loro socialità ed affettività – spiega Roberto Bennati, vicepresidente LAV.

“La triste vicenda di Signa dimostra chiaramente che il maltrattamento è un sopruso che può riguardare tutti gli animali, anche gli animali “zootecnici”, come ormai stabilito da ampia giurisprudenza, e che è necessaria una nuova attenzione e una forte spinta all’applicazione di questa norma negli allevamenti intensivi del nostro Paese, dove spesso non vengono neanche applicate le norme minime di benessere e le relative sanzioni amministrative”.

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

Il provvedimento di Signa è davvero significativo:  il Tribunale del riesame ha ritenuto infatti che lasciando gli animali al titolare dell’ azienda agricola, sussisteva il pericolo che si ripetessero episodi di macellazione abusiva in condizione di estremo pericolo per la salute pubblica, nonché condotte integranti il reato di uccisione.

Oggi i primi 40 animali sono stati trasportati da Signa presso strutture idonee nel Lazio e in Toscana.

Verso una nuova vita

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

I primi animali a uscire dalla cascina di Signa (foto Lav)

Ma tanti altri stanno cercando un luogo dove stare. La LAV lancia un appello a candidarsi per l’affidamento, compilando il form sul sito LAV.

Chi non ha la possibilità di ospitare un animale può fare una donazione alla LAV, per contribuire alle spese di trasporto, mantenimento, e cure veterinarie, che l’associazione sta sostenendo e sosterrà.

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