Il raglio magico, poetica dell’asino

Me lo sono tenuto tanto, qui sul tavolo, il bel libro che la veronese Silvia Allegri ha dedicato all’asino. Lo guardavo e riguardavo. Lo leggevo e rileggevo. Rimanendo sempre affascinata dalle storie e dalle immagini.

Nella mente avevo ancora quell’asinello che proprio un anno fa, il 5 gennaio 2012, aveva accompagnato nell’ultimo viaggio don Luisito Bianchi, il prete operaio del Cremoese, l’umile fra gli umili.

La copertina del libro

La copertina del libro

Un asinello che don Luisito amava e che sentiva come simbolo del dovere, dell’amore, dell’umiltà.

Fra gli equini, l’asino mi è quasi sconosciuto. Vivo con i cavalli, subisco il fascino dell’asino ma al momento il mio piccolo branco casalingo non ne ospita alcuno. So che, prima o poi, anche lui (o lei) arriverà a tenere compagnia a Nina, Stella e Piccola Maggy.

Silvia Allegri, consigliera provinciale a Verona, vicepresidente del Parco della Lessinia, esperta di onoterapia, ha raccontato i suoi amici asini ne “Il raglio magico. Divagazioni intorno alla figura in un animale frainteso” , corredato dalle belle illustrazioni di Erica Schweizer e da fotografie tenerissime.

Partendo da Gemma, la sua prima asina, Silvia ha cercato asini ovunque: nei libri, nella storia, nei film, nelle fattorie, in luoghi lontani, nell’arte. Perfino dei francobolli.

Li ha trovati vicino alla Madonna e al Bambin Gesù. Con Galileo e Sancho Panza, con papa Celestino e Victor Hugo.

E alla fine si rende conto che quello che molti considerano l’ultimo degli animali,“dovrebbe essere considerato una sorta di incarnazione di Dio in Terra, il simbolo dell’umiltà e del sacrificio in nome del Bene”.

Silvia Allegri

Silvia Allegri

Aveva ragione don Luisito a volerlo con sé quell’asinello nel suo ultimo percorso su questa terra.

“Il raglio magico” con l’asino attraversa secoli di storia, cultura e tradizioni. Si tuffa nella simbologia, con istinto a magia. Scopre le specie in pericolo. Spiega come lo si addestri per l‘onoterapia, come averne cura, come e perché faccia così bene a noi umani.

Sarebbe bello se avessimo più cura di questi infaticabili e generosi animali. Se non li mangiassimo in spezzatino. Se non li torturassimo in palii e fiere.

Se li rispettassimo e li amassimo davvero. Proprio come fa Silvia.

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