Se questa è vita…i pettirossi di Mason

Era ormai da tempo che alla sede ENPA di Vicenza giungevano segnalazioni su quella casa di Mason.

Raccontavano di  cani tenuti male, colpi d’arma da fuoco sparati a qualsiasi orario, uccelli da richiamo sistemati intorno a casa, strani giri di auto.

Sabato 12 gennaio, mattina, un nucleo di Guardie Zoofile di ENPA e LAC ha deciso di andare a vedere da vicino cosa stava succedendo in quella casa.

Gabbiette sequestrate

Gabbiette sequestrate

Sono le 8 dellamattina. Le guardie vedono i richiami (uccelli vivi in mini gabbiette tanto per capirci) appesi agli alberi intorno a quella casa.

Sono appostati e notano il cacciatore girare  intorno a casa con il fucile da caccia in mano.

L’uomo a un certo punto rientra e dopo ancora una mezz’ora, esce nuovamente,  ritira i richiami e scarica l’arma.

A questo punto le Guardie decidono di intervenire per contestargli il reato di caccia in zona vietata, e per verificare se sia  in regola con i documenti.

Il cacciatore risulta in regola con i documenti per esercitare la caccia, ma solo con quelli.

Il pettirosso in gabbia

Il pettirosso in gabbia

Alle pressioni delle guardie zoofile, che sono entrate in casa, il cacciatore non  resiste, con una scusa si allontana, poi immaginando di non essere visto tenta di nascondere alcune prove delle sue malefatte. E fugge.

Le guardie lo vedono correre nel campo con delle gabbie da richiamo in mano. Corre per una cinquantina di metri e poi le lancia oltre una siepe.

Giunte sul posto le guardie trovano una gabbia trappola e altre tre gabbiette. All’interno quattro pettirossi, di cui uno morente a causa della rovinosa caduta.

Vista la situazione, viene  chiesto l’intervento della polizia provinciale.
La perquisizione mettono in luce che il bracconiere era ben organizzato per questa attività.

Oltre alla gabbia trappola vengono sequestrati una decina di archetti – trappole micidiali per i piccoli passeriformi ai quali nel momento dello scatto vengono spezzate le zampette le ali o il collo – dei fucili incustoditi, un richiamo elettroacustico, oltre ad uccelli da richiamo non inanellati.

Alla fine il bracconiere colleziona svariate sanzioni amministrative e alcune denunce penali.

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